A Belve è andato in onda un vero botta e risposta tra la Fagnani e la Rettore su vecchie affermazioni della cantante

Buongiorno miei cari lettori di 360°NewsGay

Venerdì sera al programma Belve, andato in onda su Rai 2, non è stata un’intervista ma un botta e risposta tra la conduttrice giornalista Francesca Fagnani e Donatella Rettore.
La giornalista inizia domandando alla cantante “Lei una volta disse: piaccio ai gay uomini mentre altre cantanti, come Patty Pravo, sono icone delle checche vintage. Non si imbarazza?”. 
Lei risponde: “Non sono per niente imbarazzata. Esistono gay e le checche. Le checche fanno pettegolezzi e non voglio vederli nemmeno sotto la porta di casa”.
La conduttrice riprende un’altra vecchia affermazione: “Lei ha detto: si mettono dei filtri a cose che sono state ampiamente superate. Ad esempio, il fatto che non si possa dire fro*cio o tr*ia. Dal politicamente corretto al bigottismo il passo è breve”.
“Esatto. Adesso Vasco Rossi non potrebbe dire più: è andato con il negro la troia”. Ma la Fagnani non le dà modo di continuare e replica dicendo: “Ma infatti lui usava la tr*ia come insulto. Qual è la libertà nel dare a qualcuno del fr*cio o della tr*ia? Dov’è la libertà?”
La Rettore andando oltre al politicamente corretto rivendica la possibilità di usare certi termini perché sennò, sempre secondo la cantante, si fa della censura. Bisogna semplicemente capire che quando si dice ne*ro o tr*ia o fr*cio le intenzioni.
La Fagnani quindi chiede se sarebbe possibile cambiare parola ma la cantante lo trova come un escamotage democratico-cristiano, con un Fagnani che dice apertamente che alla Rettore piace l’insulto.

L’intervista, se così la possiamo definire, si chiude con la conduttrice che chiede alla Rettore se le farebbe piacere che gli altri la chiamassero tr*oia, la cantante dopo momenti di pausa risponde “Sono contenta di poter essere ancora in grado di difendermi”.

Secondo voi le risposte date da Donatella Rettore sono accettabili, siete d’accordo con lei?

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