Andriy attivista lgbt ucraino: "Rischiamo di entrare nelle liste dei campi di concentramento o di sterminio"
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L’attivista ucraino Andriy del Nash Mir Center, associazione Lgbt+ di Kiev, ha rilasciato un’intervista al sito britannico Pink News in cui emerge grande preoccupazione, ancora una volta, per la loro incolumità no come cittadini ucraini ma per essere omosessuali.
“La nostra organizzazione è piuttosto piccola, solo cinque persone nel gruppo e circa 12 attivisti in tutto il paese. L’invasione è devastante per il popolo ucraino e la guerra sta distruggendo la vita delle persone. Per la comunità Lgbt+ del paese, la guerra è stato un colpo scioccante per una serie di ragioni. Uno di questi è che negli ultimi anni le cose sono andate gradualmente migliorando per la comunità in Ucraina. Se la Russia dovesse esercitare il controllo sulle vite, le associazioni temono che quelle libertà conquistate a fatica sarebbero nuovamente minacciate. Ora siamo molto diversi dalla Russia”.
Infatti circa cinque anni fa, secondo alcune ricerche, l’80% del popolo ucraino non sosteneva le persone Lgbt+, ma il calo già c’è stato dall’anno scorso scendendo al 56%.
Andriy nella sua intervista, però, ha un timore ancora più grande…
“È difficile immaginare che dovremo fare i conti con il cosiddetto ‘mondo russo’, le sue leggi e la sua moralità, che sono rivolte contro le persone Lgbt+. È molto probabile che gli attivisti Lgbt+ finiscano nelle liste dei campi di concentramento o di sterminio”.
Purtroppo questa invasione ci sta portando indietro di diversi anni e il timore di rivivere sulla nostra pelle i drammi patiti dai nostri nonni o bisnonni, non è del tutto campato in aria.
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