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La notizia di questa sera arriva nuovamente dalla Bulgaria, dove il 30 ottobre il centro comunitario LGBT+, Rainbow Hub, è stato letteralmente distrutto in un attacco che ha visto: attrezzatura rotta, l’intero spazio vandalizzato ed una persona presa a pugni in faccia da un gruppo di fascisti guidati dal candidato alle elezioni presidenziali di estrema destra Boyan Rasate.
La polizia nel frattempo ha avviato un’indagine ma Rasate gode dell’immunità dalla detenzione in quanto candidato alla presidenza.
Il noto leader del partito estremista Bulgaria National Union, a quanto è stato riportato, dopo aver distrutto il centro ha fatto saltare le gomme da un motorino parcheggiato fuori dal Rainbow Hub per poi fuggire con altre nove persone.
Questo delinquente nel 2008 è stato condannato a sei mesi di carcere per un violento attacco omofobico alla prima parata del Pride tenutosi in Bulgaria.
Bilitis Foundation, che è la più antica organizzazione LGBT+ attiva in Bulgaria e co-gestisce il Rainbow Hub, ha pubblicato le foto del centro vandalizzato e ha spiegato tramite i social l’accaduto.
“Il nostro ufficio e centro comunitario LGBTI a Sofia – Rainbow Hub – è stato attaccato stasera durante un raduno trans-comunitario. Il leader dell’attacco Boyan Rasate è ben noto per le sue azioni e dichiarazioni omofobe ed è attualmente candidato alla presidenza in Bulgaria. Intorno alle 17:30 un gruppo di circa dieci uomini e donne ha fatto irruzione nel Rainbow Hub, gestito dalla Fondazione Bilitis e dalla Fondazione GLAS, colpendo in faccia la nostra collega Gloriya e vandalizzando lo spazio, distruggendo attrezzature e mobili”.
“Tutto ciò a cui ho sempre mirato era creare spazi sicuri per la nostra comunità. Ieri la mia più grande paura si è avverata”, così Gloriya Filipova, coordinatrice del progetto presso la Fondazione Bilitis e vittima dell’aggressione avvenuta all’interno del centro.
Questo attacco arriva a quattro giorni dalla sentenza anti-trans della Corte Costituzionale bulgara, che ha portato il termine “genere” a farlo intendere solo nel senso biologico.
Una sentenza simile a quella decretata dal dittatore ungherese Orban, che nel 2020 ha ridefinito il termine “genere” per indicare solo il sesso assegnato alla nascita.
ILGA – Europe ha condannato l’attacco e ha esortato le autorità bulgare a condannare pubblicamente gli attacchi, indagare e sanzionare gli aggressori. Ad ILGA si è aggiunta la voce importante di organizzazioni per i diritti LGBT+, tra cui EuroPride.
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