Viaggiando a 360°: "Alla scoperta del Bhutan"

Buona domenica miei cari lettori e benvenuti ad un nuovo appuntamento con Viaggiando a 360° che questa settimana vi porterà nel Bhutan.

Il Bhutan o Butan, ufficialmente Druk Yul e dal resto del mondo chiamato Regno del Bhutan, è un piccolo Stato himalayano dell’Asia di circa 760.000 abitanti localizzato nella catena dell’Himalaya. La capitale è Thimphu ed è una monarchia costituzionale dal 2007, il sovrano è Jigme Khesar Namgyel Wangchuck e la lingua ufficiale è lo dzongkha.
Storicamente l’attuale nazione Druk Yul era conosciuta come Lho Pho Mon (terra meridionale delle tenere), Lho Tsendenjong (terra meridionale del cipresso), Lho Khazhi (terra meridionale delle quattro vie d’accesso).
Il nome Bhutan non si sa da dove provenga, si pensa forse derivi da Bhoa-ant dove Bhot è uno dei nomi dati al Tibet.
Geograficamente il Bhutan confina a nord con il Tibet e gli Stati indiani dell’Assam di Arunachal Pradeshm, del Sikkim e del Bengala Occidentale a est, ovest e sud.
Morfologicamente è uno Stato senza sbocco sul mare ed è situato alle pendici meridionali della parte orientale della catena dell’Himalaya.
DOCHU LA
È un passo di montagna nell’Himalaya innevato sulla strada da Thimphu e Punakha dove 108 chorten o stupa commemorativi conosciuti come “Druk Wangyal Chortens” sono stati costruiti da Ashi Dorji Wangmo Wangchuk, la regina madre più anziana.
Oltre ai chortens c’è un monostero costruito in onore del quarto Druk Gyalpo (capo dello Stato del Bhutan).
IL GRANDE BUDDHA DORDENMA
È una gigantesca statua del Buddha Shakyamuni che celebra il 60° anniversario del quarto re Jigme Singye Wangchuck.
La statua ospita oltre centomila statue del Buddha più piccole, ognuna delle quali è stata realizzata in bronzo e dorata in oro.
Il Grande Buddha Dordenma è situato tra le rovine di Kuensel Phodrang, il palazzo di Sherab Wangchuk, il tredicesimo Druk  Desi.
La costruzione è iniziata nel 2006 e doveva termina nell’ottobre del 2010, tuttavia la costruzione è stata conclusa il 25 settembre 2015. L’opera completata è una delle 
più grandi Buddha rupa del mondo.
Sotto i suoi occhi c’è il parco naturale Kuensel Phodrang.
ROYAL MANAS NATIONAL PARK
È il più antico parco nazionale del Bhutan e il governo reale lo considera il “fiore all’occhiello della conservazione del regno” e un “deposito genetico” per piante di valore. Ha una superficie di 1.057 chilometri quadrati e copre il distretto orientale di Sarpang, la metà occidentale del distretto di Zhemgang e il distretto occidentale di Pemagatshel.
È il collegato tramite corridori biologici al Phibsoo Wildlife Sanctuary, al Jigme Singye Wangchuck National Park, al Phrumsengla National Park e al Jomotsangka Wildlife Sanctuary.
PARO TAKTSANG
Noto ome anche Monastero di Taktsang Palphug e Nido di Tigre, è un sacro sito buddhista himalayano Vajrayana situato nella scogliera dall’alta valle di Paro. È una delle tredici grotte del Nido di Tigre nel Tibet storico in cui Padmasambhava praticò e insegnò il Vajrayana.
Un successivo complesso monastico fu costruito nl 1692, intorno alla grotta Taktsang Senge Samdup, dove il Guru Padmasambhava meditava e praticava.
Il santuario dedicatogli, noto anche come Gu-ru mTshan-brgyad Lhakhang o “il Santuario del Guru con otto nomi”.  Oltre al santuario, al Guru è stata dedicata anche una festa chiamata Tsechu.
CHELE LA
È il punto più alto percorribile in Bhutan, situato a 3.988 metri sul livello del mare, tra valli di Haa e Paro. Il passo si trova a 35km da Paro e 26km da Haa sull’autostrada Bondey-Haa. Costruita negli anni ’90, la strada asfaltata è stretta e ripida, con curve strette e a  strapiombi. Può essere pericoloso in inverno a causa della neve e del ghiaccio e del rischio valanghe.
Un’area appena sotto il passo è stata utilizzata come location per Agay’s Hut nel film Travellers & Magicians di Kyentse Norbu.
TASHICHHO DZONG
È un monastero buddhista e una fortezza sul confine settentrionale della città di Thimphu, sulla sponda occidentale del Wang Chu. È stata tradizionalmente la sede del Druk Desi, il capo del governo civile del Bhutan, un ufficio che è stato unito alla regalità sin dalla creazione della monarchia nel 1907 e capitale estiva del paese. Nei vecchi documenti britannici è conosciuto come Tassisudon.
La struttura principale dell’edificio imbiancato è a due piani con torri a tre piani a ciascuno dei quattro angoli sormontate da tetti dorati a tre livelli. C’è anche una grande torre centrale o utse.
DZONG DI PUNAKHA
Tradotto in italiano è il Palazzo di grande felicità e beatitudine, è il centro amministrativo e religioso del distretto di Punakha. Situato poco fuori dalla città, fu costruito dal primo Shabdrung, Ngawang Namgyal, tra il 1637 e1638. Esso è il secondo dzong più antico del Paese, oltre che una delle strutture più imponenti dell’area e ospita al suo interno alcune reliquie particolarmente sacre per la scuola Kagyu del Buddhismo tibetano, tra cui i resti di Shabdrung Ngawang Namgyal e del tertön Pema Lingpa.
Lo dzong di Punakha è stato anche sede del Governo del Bhutan fino al 1955, anno in cui la capitale fu spostata a Thimphu.
RINPUNG DZONG
È un grande monastero e fortezza nel distretto di Paro che nel 1645 i signori di Humrel offrirono a Shabdrung Ngawang, monaco Drukpa che cominciò la costruzione di una fortezza molto più importante.
Qui diverse scene del film “Piccolo Buddha” furono girate.
CHÖRTEN COMMEMORATIVO DI THIMPHU
Situato nella parte centro-meridionale della città, fu costruito nel 1974 in onore del terzo Druk Gyalpo, Jigme Dorji Wangchuck, e oggi è un simbolo del paese con le sue guglie e le sue campane d’oro. Nel 2008 ha subito dei lavori di ristrutturazione che gli hanno guadagnare il titolo di simbolo religioso più vistoso del Bhutan. Fu consacrato da Dudjom Jigdral Yeshe Dorje.
Esso è diverso dagli altri chörten perché non contiene reliquie umane ma solo la foto del defunto sovrano.
Dal punto di vista dello stile architettonico esso rispetta il tradizionale stile tibetano, ispirandosi al modello di uno stupa classico, cioè con un pilastro piramidale coronato da rappresentazioni della lune e del sole ma raffigura anche divinità irate rappresentate nello svolgimento di pratiche sessuali Yab-yum con le rispettive consorti.
L’esterno è costituito da una struttura bianca coronata da una guglia dorata maggiore, mentre una di dimensioni minori sovrasta il portico anteriore. Ad esso si accede attraversando un piccolo giardino e un cancello decorato con tre sculture in ardesia. All’esterno della porta ci sono le rappresentazioni dei tre bodhisattva: Avalokiteśvara (simbolo della compassione), Mañjuśrī (simbolo della saggezza) e Vajrapāni (simbolo del potere).  Alla sinistra dell’ingresso vi sono anche alcune ruote di preghiera.
IL PONTE SOSPESO DI PUNAKHA
Punakha è una città pittoresca nel cuore della valle Punakha-Wangdue. In mezzo a tutta l’eleganza di questa piccola città, questo luogo ospita il meraviglioso ponte sospeso, il secondo ponte sospeso più lungo del Bhutan e collega il vecchio centro amministrativo di Punakha Dzongkhag al resto della valle. È appollaiato sopra il ripido fiume Po Chu e si estende per circa 160-180 metri di lunghezza. Questo ponte a catena in ferro è stato un precursore per i moderni ponti sospesi al mondo. 
Fu costruito dal monaco buddhista Thangtong Gyalpo ed è una parte importante della storia architettonica del Bhutan che collegava diversi villaggi al Palazzo dei Re di Wangchuk e si trova nella confluenza dei fiumi Po Chu e Mo Chu, vulnerabile quindi alle improvvise inondazioni.
Questo meraviglioso ponte sospeso è drappeggiato con bandiere di preghiera per tutto il tempo e offre un luogo perfetto per il birdwatching e la fotografia naturalistica, per non parlare degli attacchi di panico che dà ad alcuni visitatori che ondeggiano un po’ a causa dei forti venti del fiume che scorre sotto.
DIRITTI LGBT 
L’omosessualità in Bhutan è stata depenalizzata ufficialmente nel 2021. Quando era illegale il codice penale del paese himalyano ne prevedeva, attraverso i suoi articoli 213-214, la punibilità con la reclusione da un mese a un anno, anche se non risultavano da molto tempo condanne per tali attività. Pur non essendovi esplicite protezioni contro la discriminazione sessuale non sono noti né sono stati riferiti casi di accuse a tal riguardo; pochissimo si sa sulla vità gay all’interno della nazione, la cultura bhutanese non condivide la tipica visione occidentale di eterosessualità e di una contrapposta omosessualità. Alcuni hanno riferito addirittura di una società apertamente bisessuale.
Ad esempio il quotidiano che sostiene il governo, il Kensel, ha descritto i gay in suo articolo come gli appartenenti a un terzo sesso, discutendo anche programmi mirati a prevenire eventuali diffusioni di malattie sessualmente trasmissibili.

Viaggiando a 360° vi dà appuntamento a domenica prossima con un nuovo viaggio, chissà dove ci porterà la nostra voglia di scoprire nuovi magnifici posti.
Domani, invece, inizia una nuova settimane di notizie e di rubriche.

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