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Oggi vi consiglio: “La morte a Venezia” (titolo originale Der Tod in Venedig) è un racconto lungo o romanzo breve dello scrittore tedesco Thomas Mann, pubblicato nel 1912. Questo romanzo è considerato come una delle opere più significative di Mann, il quale ha colto e rappresentato la grande cultura borghese in via di dissoluzione, in un’opera emblematica che fonde la perfezione formale con la rappresentazione degli aspetti patologici di quella crisi in pieno Novecento.
Romanzo che ha avuto molta notorietà anche grazie all’omonimo film del 1971 per la regia di Luchino Visconti e al melodramma Morte a Venezia del compositore Benjamin Britten.
TRAMA: Una Venezia estiva ammorbata da una peste incombente ospita l’inquieto Gustav von Aschenbach, famoso scrittore tedesco che ha costruito vita e opera sulla più ostinata fedeltà ai canoni classici dell’etica e dell’estetica. Un sottile impulso lo scuote al momento in cui appare sulla spiaggia del Lido la spietata bellezza di Tadzio, un ragazzo polacco. Un unico gioco di sguardi, la vergogna della propria decrepitezza, la scelta di imbellettarsi per nasconderla, sono i passi che scandiscono la vicenda.
CURIOSITA’ SUI PERSONAGGI
Per molti il personaggio di von Aschenbach è ispirato in parte al compositore Gustav Mahler, infatti, il film di Luchino Visconti, ricavato dal racconto, è legato a questa identificazione.
Il nome di Gustav von Aschenbach, però, contiene molte allusioni ad un celebre poeta tedesco omosessuale, August von Platen: Gustav anagramma di August e Aschenbach porta alla mente il luogo di nascita del poeta, Ansbach.
Tadzio, invece, sembra che sia stato ispirato dal barone Władysław Moes, il cui primo nome era di solito abbreviato in Władzio o Adzio.
La sua identità fu scoperta dal traduttore di Mann, Andrzej Dołęgoswki, intorno al 1964 e la notizia fu pubblicata dalla stampa tedesca nel 1965. Alcune fonti riferiscono che lo stesso Moes non seppe di essere l’ispiratore della storia fino a che non vide la versione cinematografica di Visconti nel 1971.
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