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Quando si pensa ad una nonna o ad una bisnonna, si ha sempre quell’immagine di dolcezza, di fragilità con un esile corpo intento a preparare un tè o una cioccolata calda oppure a lavorare a maglia sulla propria poltroncina. È ciò che molte nonne polacche fanno ma ci sono alcune veramente speciali.
Si fanno chiamare “Nonne polacche” e sono un gruppo di donne anziane che da circa sei anni organizza manifestazioni con tanto di bandiera arcobaleno con su scritto “Nonne polacche, la forza dei deboli”.
“I giovani spesso ci applaudono. Recentemente una ragazza è venuta da me e mi ha ringraziato per quello che stiamo facendo. Ha detto che, grazie a noi, si sente al sicuro. Però, riceviamo maledizioni che non potrei nemmeno ripetere, sono spinta dalla rabbia, potrò avere anche una cattiva reputazione ma è necessario agire”. Così Krystyna Piotrowska, bisnonna di 70 anni, al giornale DW.
Mentre la 67enne presidente delle “nonne polacche”, Iwonna Kowalska, ha detto che vorrebbe che la nipote quando crescerà abbia l’immagine della nonna come una persona che ha combattuto per i suoi diritti e che non vorrebbe lasciare l’eredità di un Paese in cui si è liberi solo di “fare gli gnocchi”.
“Nel 1989, pensavamo di avere raggiunto la democrazia, e credevamo che sarebbe durata per sempre. Ma poi si è scoperto che la democrazia è qualcosa che si può semplicemente spazzare via. Se non presti costantemente attenzione ai valori fondamentali di una società, che tutti dovrebbero difendere, all’improvviso puoi perderla”.
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