Buon pomeriggio e benvenuti alla rubrica dedicata ai libri no LGBT.
Oggi vi consiglio “La bellezza e l’inferno” di Roberto Saviano e edito dalla Piccola biblioteca Oscar Mondadori.
TRAMA: La bellezza e l’inferno: fra questi due poli opposti che richiamano il pensiero di Albert Camus si estende il campo di forza frequentato da Roberto Saviano, il luogo che genera la sua visione di vita, dell’impegno e dell’arte.
Introdotti da una prefazione dell’autore, gli scritti raccolti in questo volume tracciano un percorso tanto vario quanto riconoscibile e coerente. Dal ragazzo che muove i primi già maturi passi nell’ambito della letteratura e della militanza antimafia fino allo scrittore affermato che viene invitato all’Accademia dei Nobel, Saviano resta se stesso. Ci racconta di un campione come Lionel Messi, che ha vinto la sfida più grande, quella contro il suo stesso corpo; di Anna Politkovskaja, uccisa perché non c’era altro modo per tapparle la bocca; dei pugili di Marcianise, per cui il sudore del ring odora di rabbia e di riscatto; di Miriam Makeba, venuta a Castel Volturno per portare il suo saluto a sei fratelli africani caduti per mano camorrista; di Enzo Biagi, che lo intervistò nella sua ultima trasmissione; di Felicia, la madre di Peppino Impastato, che per vent’anni ha dovuto guardare in faccia l’assassino di suo figlio prima di ottenere giustizia; e di tanti altri personaggi incontrati nella vita o tra le pagine dei libri, nelle terre sofferenti e inquinate degli uomini o in quelle libere e vaste della letteratura. Pagina per pagina, Saviano ribadisce la sua fiducia in una parola che sappia scardinare la realtà, opporsi a qualunque forma di potere, farsi testimone della certezza che “la verità, nonostante tutto, esiste”.
Roberto Saviano è nato a Napoli nel 1979. Il suo libro d’esordio, Gomorra, è stato tradotto in più di cinquanta Paesi, diventando un best-seller mondiale e un fenomeno sociale. A oggi ha venduto dieci milioni di copie in tutto il mondo. In seguito alle minacce ricevuto dai clan che Saviano ha denunciato, diciassette premi Nobel hanno scritto un appello che ha coinvolto in un movimento di solidarietà e di stima centinaia di migliaia di persone. Saviano scrive per “la Repubblica” e “L’espresso” e, all’estero, per “El Pais”, “The New York Times”, “The Times”, “Die Zeit”, “Expressen” e “ The Washington Post”. Da Gomorra è stato tratto l’omonimo film – che ha ottenuto al Festival di Cannes 2008 il Gran Premio della Giuria e per la cui sceneggiatura nel 2009 Saviano ha vinto il David di Donatello e il Nastro d’Argento – e uno spettacolo teatrale che gli è valso gli Olimpici del Teatro 2008.
Ha pubblicato inoltre La bellezza e l’inferno (Mondadori, 2009) e Le parole contro la camorra (Einaudi, 2010).
Dal 2006 Roberto Saviano vive sotto scorta.
Chiudo con la citazione di Mario Vargas Llosa, Premio Nobel per la letteratura 2010, che dice:
“Dobbiamo ringraziare Roberto Saviano per aver restituito alla letteratura la capacità di aprire gli occhi e le coscienze”.
360°NewsGay vi dà appuntamento a sabato con un nuovo libro non LGBT e a domani con “Viaggiando a 360°”, dove vi porterò?
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