Buongiorno miei cari lettori, oggi vi riporto un’importante notizia che riguarda il cinema e la censura.

Per anni il cinema italiano ha dovuto subire diverse censure e modifiche, come non dimenticare il sequestro da parte della magistratura di “Salò” di Pier Paolo Pasolini o “le 120 giornate di Sodoma”, i vari film di Kubrick “Arancia meccanica” e “Eyes Wide Shut”, “Ultimo tango a Parigi” di Bertolucci bloccati per anni. Altri registi che dovettero tagliare e lottare con i loro film sono Luchino Visconti con il suo “Rocco e i suoi fratelli” e Elio Petri con il suo “Todo Modo” (che coincideva con il sequestro di Aldo Moro) che rimase in sala poco meno di un mese. Lo stesso Giulio Andreotti si è adoperato, sia da sottosegretario alla cultura che da primo ministro poi, nel bloccare alcune pellicole.
Di recente le censure le troviamo soprattutto nell’ambito televisivo e avvengono nei confronti di personaggi o storie LGBT, come ad esempio “Le regole del delitto perfetto” che subì la censura delle scene esplicite di sesso omosessuale mentre quelle eterosessuali non ebbero nessun tipo di modifica.
Tutto questo, però, potrà cambiare (si spera) grazie al decreto firmato da Dario Franceschini.
Questo decreto stabilisce la nascita della Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche presso la Direzione Generale Cinema del Ministero della Cultura. Tra i compiti della Commissione non è prevista né il divieto assoluto di uscita in sale né l’uscita condizionata, cioè non potrà intervenire con tagli, modifiche o altro sulla pellicola.
La Commissione, con a capo Alessandro Pajno, sarà (è) composta da esperti del settore cinematografico, del mondo educativo e della tutela dei bambini, delle famiglie e degli animali.
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