360°NewsGay intervista Antonio Parisi


Buongiorno miei cari lettori e buon fine settimana.





Lo scorso sabato ho avuto il piacere di farvi conoscere un po’ di più Arcadio Pinto, in arte Krayon, invece questa settimana ho il piacere di proporvi l’intervista che ha rilasciato a 360°NewsGay, Antonio Parisi, attivista triestino che nelle ultime settimane è stato sotto i riflettori per aver subito una brutta aggressione. Oggi non sarà fatto alcun cenno alla vicenda, preferisco aspettare la conclusione delle indagini.





Foto di Antonio Parisi




Come da mia abitudine ringrazio in anticipo Antonio Parisi che ha avuto del tempo da dedicarmi.





Antonio Parisi è un imprenditore, disco performer, direttore artistico di Jotassassina, attivista LGBT+ friulano, che vive tra Trieste e Roma, l’età è indefinibile perché “Quella anagrafica non ha mai coinciso con quella del ’fanciullo che è in me’”.





Foto di Antonio Parisi




Gli propongo di descriversi ma Antonio non ama descriversi e quando lo fa, anche solo in una conversazione su Grindr o Romeo fa decisamente fatica, perché per lui la complessità dell’essere umano non può essere “descritta” in due parole.
In qualche modo però mi accontenta dicendomi di avere come miglior pregio l’onestà intellettuale (cosa affermata dai suoi amici e dai collaboratori) mentre il peggior difetto, beh, è il suo miglior pregio che nel suo “ambiente” non è visto benissimo.
Rimanendo nell’ambito lavorativo ho chiesto ad Antonio cosa lo avesse ispirato nella sua carriera e la risposta è stata: “Tutti quegli artisti che ce l’hanno fatta e che sono rimasti fedeli a loro stessi senza prendersi troppo sul serio”.
Sappiamo benissimo come molte persone pur di raggiungere un obiettivo si snaturano nei principi e nei valori.





Come sapete amo leggere, quindi era d’obbligo la domanda sul libro più bello letto.
Ne ho letti tanti e quello che mi piace di più è sempre l’ultimo letto”, devo dire capita anche a me, si viene rapiti durante la lettura.





Adesso passiamo alla parte “arcobaleno” di Antonio Parisi e gli faccio due domande a bruciapelo.





Quando hai capito di essere omosessuale e come è stato il tuo coming-out? Per tutti quelli che non lo fanno per paura, cosa gli consiglieresti di fare?” Si lo so, sono tre le domande ma leggiamo le interessantissime risposte.





Non lo capisci subito. Non tutti hanno dei ricordi precisi della presa di coscienza della propria sessualità e affettività.
Di coming-out se ne fanno tanti, con l’amica/o del cuore, con i genitori, a lavoro e qualcuno prima di me ha detto che ‘Non si finisce mai di fare coming-out’.
Il coming-out è ancora un atto politico importantissimo e penso a quelli fatti nel mondo dello spettacolo che ha aiutato ragazzi e ragazze ad avere ‘più coraggio’.
Chi pensa che non sia necessario farlo, sbaglia o mente sapendo di mentire”.





Foto di Antonio Parisi




Sperando che mi facesse capire più o meno l’età, gli ho chiesto quando ha intrapreso l’attività di attivista e cosa l’ha spinto a scegliere quella strada.





Un paio di decadi fa mi trovavo nella Bella Roma e sono entrato in contatto con alcune associazioni LGBT (Queer and Intersex non erano state ancora incluse). A Parigi dove ho vissuto con il mio compagno poi, sono entrato in contatto con associazioni favolose e battagliere, distanti anni luce dall’Attivismo italiano”.





Foto di Antonio Parisi




Agganciandomi propria a questa sottile frecciatina gli chiedo cosa debba ancora fare la comunità LGBTIQ per migliorarsi e ciò che mi ha risposto è quello che pensa negli ultimi la maggior parte delle persone LGBT, cioè essere meno ghetto e più “greatto” (da Great = grandiosi) e che c’è bisogno di più unità ed inclusività.





Chiudo l’intervista affrontando due temi che nelle ultime settimane stanno scatenando tante reazioni, ahimè non proprio positive.





Matrimonio egualitario o unione civile?”.





MATRIMONIO EGUALITARIO!! Lo dobbiamo a tutte le famiglie arcobaleno (famiglie omogenitoriali) che la legge Cirinnà ha escluso, perdendo pezzi durante la discussione in Camera”.





Favorevole alla GPA o preferisci l’adozione?”.





Favorevolissimo ad entrambe, una non esclude l’altra. Ma soprattutto una legge che TUTELI i bimbi delle famiglie arcobaleno, che oggi non hanno piene tutele!!!”.





Da questa intervista spero abbiate conosciuto meglio Antonio Parisi, che mi è parsa non solo una persona intelligente, ma anche molto simpatica con una schiettezza pungente.





360°NewsGay vi aspetta domani per un nuovo appuntamento con Viaggiando a 360° e sperando di proporvi settimana prossima una nuova intervista.
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